Si sente dire di tutto sulla diastasi addominale, ma non sempre le informazioni sono corrette. Questo può portare a preoccupazioni inutili o, al contrario, a sottovalutare un problema che merita attenzione.
Facciamo chiarezza su alcuni concetti chiave!
Non conta solo la larghezza della separazione
Si tende a pensare che più una diastasi sia ampia, più sia grave. “Se è oltre i 2,5 cm, allora è grave”.
In realtà, ciò che conta non è solo la larghezza della separazione, ma la capacità dei muscoli di gestire la pressione addominale e mantenere la stabilità del core. Anche una diastasi apparentemente piccola, di pochi centimetri, può causare disfunzioni, mentre una più ampia può non dare sintomi evidenti.
Se non hai dolore, non significa che tutto vada bene
Molte persone credono che la diastasi sia un problema solo se causa dolore. In realtà, anche senza sintomi evidenti, può influenzare la postura, la funzionalità del pavimento pelvico e la forza addominale. Una muscolatura profonda non efficiente può contribuire a problematiche come incontinenza, dolori lombari o difficoltà nei movimenti quotidiani.
Dopo un cesareo non puoi avere diastasi? Falso!
Uno dei falsi miti più comuni è che la diastasi riguardi solo chi ha avuto un parto naturale. In realtà, la separazione dei retti addominali non dipende dal tipo di parto, ma dallo stress che la gravidanza stessa impone sulla parete addominale. Anche dopo un cesareo, quindi, è importante valutare lo stato del core e lavorare sulla sua funzionalità.
Più esercizi non significa più risultati
Quando si scopre di avere una diastasi, la reazione immediata è spesso cercare di “chiuderla” con tanti esercizi. Ma attenzione: non è la quantità di esercizi che fa la differenza, ma la loro qualità. Un lavoro mirato, eseguito con la giusta progressione, è la chiave per un recupero efficace e sicuro. Non basta fare esercizi a caso: serve un percorso adatto alle proprie esigenze.
La fascia addominale non risolve il problema
La fascia addominale può dare un supporto temporaneo, ma da sola non risolve la diastasi. Anzi, se usata nel modo sbagliato, può creare una falsa sensazione di stabilità e portare a compensazioni scorrette. Ciò che davvero aiuta è un programma di riabilitazione attivo e personalizzato, che insegni al corpo a gestire correttamente le pressioni addominali.
E ora sfatiamo altri falsi miti:
I centimetri non sono tutto → Quello che conta davvero è la funzionalità del core.
I crunch non sono sempre vietati → Dipende da come e quando li fai.
L’ipopressiva non è una bacchetta magica → Utile, ma da sola non basta.
Deep Core? Non è l’unica cosa da fare → Un approccio completo è fondamentale.
Riabilitazione prima, chirurgia poi → In molti casi, il bisturi si può evitare.
Se hai dubbi o domande, scrivimi! Il primo passo è sempre l’informazione giusta. 🥰
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