Quando si parla di diastasi addominale, la confusione è tanta.
C’è chi la scopre dopo una gravidanza, chi se ne sente parlare per la prima volta sui social, chi si convince di averla solo guardandosi allo specchio.
Ma quante delle informazioni che circolano sono davvero corrette?La diastasi non è una moda, non è una colpa e non è una diagnosi che si fa “a occhio”. E soprattutto: non esiste una soluzione valida per tutte.
I falsi miti più comuni sulla diastasi
Ti suonano familiari alcune di queste frasi?
- “Se hai la pancia che sporge, hai sicuramente la diastasi”
- “Ormai è troppo tardi, non si può più recuperare”
- “Basta fare addominali per risolvere”
- “L’unica soluzione è l’intervento chirurgico”
- “Riguarda solo le donne dopo il parto”
La realtà è molto più complessa (e molto più personale).
La diastasi:
- non è solo una questione estetica
- non riguarda solo il post parto
- non si valuta guardandosi allo specchio
- non si risolve con esercizi standard
È una condizione che va compresa, prima ancora che “corretta”.
Cos’è davvero la diastasi (e cosa no)
La diastasi è una separazione della parete addominale, ma non è solo una distanza da misurare.
Conta come funziona l’addome, come lavora in sinergia con il respiro, il pavimento pelvico, la postura.
Due persone con la stessa “misura” possono avere:
- sintomi completamente diversi
- bisogni diversi
- percorsi di recupero diversi
Ed è per questo che il fai-da-te, spesso, crea più confusione che benefici.
Da dove partire? Dall’autovalutazione (quella giusta)
Prima di allarmarsi o iniziare esercizi a caso, è utile fare una prima autovalutazione consapevole.
Non per diagnosticarsi, ma per osservare alcuni segnali:
- come reagisce l’addome sotto sforzo
- se compaiono doming o sensazioni di instabilità
- se ci sono sintomi associati (mal di schiena, difficoltà digestive, senso di “vuoto”)
Capire quando approfondire è già un passo importante.
Una guida gratuita per fare chiarezza
Proprio perché la diastasi è ancora circondata da troppi miti, ho creato una guida gratuita pensata per aiutarti a orientarti, senza allarmismi.
All’interno trovi:
- spiegazioni semplici ma corrette
- i falsi miti più comuni smontati uno a uno
- indicazioni su quando è utile una valutazione professionale
- una prima guida all’autovalutazione
- chiarezza su cosa evitare e cosa può davvero aiutare
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Conoscere il tuo corpo cambia il modo in cui te ne prendi cura
La diastasi non è qualcosa da “nascondere” o da affrontare con paura.
È una condizione che va capita, ascoltata e seguita con il giusto percorso.E come sempre, il primo passo non è fare di più.
È fare meglio, con le informazioni giuste 🤍
